Reati ambientali: novità introdotte dal D.L. 116/2025 e recepimento della Direttiva Europea UE 2024/1203

Il Decreto-Legge 8 agosto 2025 n. 116, convertito in Legge 147/2025, introduce un significativo rafforzamento del sistema sanzionatorio in materia di reati ambientali. Le misure si inseriscono in un percorso più ampio di armonizzazione europea, in vista del recepimento della Direttiva UE 2024/1203 sui crimini ambientali, che gli Stati membri dovranno attuare entro maggio 2026.

Rafforzamento del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006)

Il DL 116/2025 interviene su numerose disposizioni del Testo unico ambientale, irrigidendo l’apparato sanzionatorio e trasformando alcune fattispecie in delitti.

Tra le principali modifiche:

  • Abbandono di rifiuti non pericolosi (art. 255): ammende da 1.500 a 18.000 euro; sospensione della patente da 1 a 4 mesi se commesso con veicolo; per imprese ed enti è previsto anche l’arresto.
  • Nuovo art. 255-bis – Abbandono con pericolo per persone o ambiente: delitto con reclusione da 6 mesi a 5 anni.
  • Art. 255-ter – Abbandono di rifiuti pericolosi: reclusione da 1 a 5 anni, con aggravanti in caso di danno ambientale.
  • Gestione illecita di rifiuti (art. 256): reclusione da 6 mesi a 3 anni (non pericolosi) e fino a 5 anni (pericolosi). Prevista la confisca obbligatoria dei mezzi.
  • Combustione illecita di rifiuti (art. 256-bis): reclusione da 3 a 7 anni, con aggravanti in caso di incendio.

Impatti per imprese, trasportatori e impianti

Il decreto introduce misure incisive per rendere più efficace la risposta dell’ordinamento ai reati ambientali.

Tra i punti chiave:

1. Aumento delle pene per i reati più gravi

  • Incremento delle pene detentive per inquinamento ambientale, disastro ambientale e gestione illecita dei rifiuti.
  • Rafforzamento delle sanzioni pecuniarie, con importi più elevati e proporzionati al danno causato.

2. Maggiori responsabilità per le persone giuridiche

  • Estensione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001.
  • Introduzione di sanzioni interdittive più severe, tra cui sospensione dell’attività.

3. Potenziamento dei controlli

  • Rafforzamento delle attività ispettive di ARPA e delle forze dell’ordine.
  • Introduzione di strumenti investigativi avanzati per contrastare traffici illeciti e attività organizzate.

4. Focus su rifiuti, emissioni e filiere produttive

  • Maggiori obblighi di tracciabilità.
  • Sanzioni aggravate per violazioni commesse nell’ambito di attività industriali o in aree protette.

La Direttiva UE 2024/1203: contenuti, obiettivi e impatti attesi

Il DL 116/2025 anticipa e prepara il terreno al recepimento della direttiva europea, che introduce un quadro armonizzato e più severo per i reati ambientali in tutta l’UE.

Principali novità della direttiva:

  • Ampliamento delle fattispecie di reato, includendo deforestazione illegale, commercio di specie protette, violazioni sulle sostanze pericolose.
  • Sanzioni più elevate, anche per le imprese, con criteri legati al fatturato.
  • Cooperazione transfrontaliera rafforzata e unità investigative specializzate.
  • Tutela dei whistleblower e incentivi alla segnalazione degli illeciti.

L’Italia dovrà recepire la direttiva entro maggio 2026, adeguando ulteriormente il proprio sistema penale e amministrativo.

Conclusioni

Il DL 116/2025 e la Direttiva UE 2024/1203 segnano un cambio di passo deciso nella tutela dell’ambiente. L’inasprimento delle sanzioni e l’ampliamento delle responsabilità richiedono un approccio proattivo da parte di imprese e istituzioni. Prepararsi ora significa ridurre rischi, garantire conformità e contribuire a un modello di sviluppo più sostenibile.

Le organizzazioni dovranno prepararsi a un quadro sanzionatorio più severo e a controlli più stringenti. Tra le azioni consigliate:

  • Aggiornare i Modelli 231 e le procedure interne.
  • Rafforzare i sistemi di gestione ambientale e la tracciabilità dei rifiuti.
  • Valutare rischi e impatti lungo la catena di fornitura.
  • Formare il personale su obblighi, responsabilità e nuove fattispecie di reato.
  • Monitorare l’evoluzione normativa fino al recepimento del 2026.

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